L’Appennino si conferma tra i protagonisti dell’estate turistica dell’Emilia-Romagna. Una tendenza che trova riscontro nelle esperienze delle cooperative di comunità del reggiano e del bolognese, dove la stagione 2026 viene descritta come positiva e, soprattutto, sempre meno concentrata nei soli mesi estivi.
Ristorazione, accoglienza, prodotti locali, escursionismo, sport, natura, cultura, servizi e presidio del territorio: in montagna sono attività che spesso si tengono insieme. Le cooperative di comunità rappresentano da questo punto di vista un osservatorio privilegiato, perché lavorano contemporaneamente su molti di questi fronti e intercettano direttamente i cambiamenti nella domanda turistica.
A Ligonchio, la cooperativa San Rocco ha registrato, con il Rifugio dell’Aquila e i suoi servizi, il tutto esaurito a fine agosto e prenotazioni fino alla metà di ottobre. Una stagione favorita anche dalle alte temperature in pianura, che già dall’inizio di giugno hanno spinto molti visitatori a cercare il fresco dell’Appennino, ma dietro alla crescita non c’è soltanto il clima. Nel tempo l’offerta si è ampliata con escursioni, trekking a piedi, a cavallo e con gli asini, e-bike, attività per bambini e forest therapy, accanto ai tradizionali servizi di ospitalità e ristorazione. Nella scorsa primavera, dopo soli tre anni dall’avvio della gestione, la cooperativa ha tra l’altro portato a compimento un poderoso investimento, acquisendo l’hotel di montagna Rifugio dell’Aquila, grazie all’apporto di 117 soci e di 26 soci sovventori, tra i quali Fondosviluppo ed Emil Banca.
Una conferma arriva anche da I Briganti di Cerreto, che descrivono una stagione in linea con gli ultimi anni, con strutture ricettive al completo e una buona partecipazione a camminate, escursioni e feste.
Segnali analoghi arrivano dal Bolognese. Foiatonda, cooperativa nata nel 2018 dalla collaborazione tra diverse realtà di Madonna dei Fornelli per creare nuove opportunità di sviluppo e lavoro in Appennino, lavora oggi sul trasporto bagagli della Via degli Dei, sulla manifestazione Borghi Divini e sulla promozione e manutenzione della Mater Dei, il cammino che collega Bologna a Riola di Vergato attraversando alcuni dei principali santuari mariani della provincia.
Anche qui la stagione è stata positiva e la Via degli Dei continua a rappresentare un importante motore di presenze. Ma l’esperienza della cooperativa restituisce soprattutto l’evoluzione delle aspettative di chi arriva in montagna: «Il turista cerca esperienze coinvolgenti che sappiano raccontare che cos’è il nostro territorio, dalla storia dei luoghi e delle persone al paesaggio e al cibo. Oltre al riposo cerca l’anima di un territorio», spiegano da Foiatonda.
È proprio il turismo lento uno dei fenomeni che accomuna sempre più i diversi territori appenninici. A Monte Sole, Re-esistente Società Cooperativa, nata nel 2023 e oggi impegnata nella gestione del Poggiolo – Rifugio Re_Esistente e della Velostazione di Bologna, segnala una crescita continua dei flussi, trainata in particolare dai camminatori. Le presenze non si sono concentrate soltanto in luglio e agosto, ma sono state consistenti già dalla primavera e nella prima parte dell’autunno.
Sentieri, pernottamento in rifugio ed enogastronomia locale si intrecciano qui con eventi, residenze artistiche e iniziative culturali. Cresce inoltre l’interesse per forme di ecoturismo consapevole e turismo della memoria, nelle quali la scoperta del paesaggio si accompagna alla storia di Monte Sole e a occasioni di partecipazione e impegno sociale.
La crescita del turismo escursionistico trova conferma anche a Vetto, dove la cooperativa Il Pontaccio segnala per la stagione un incremento delle presenze nell’ordine del 5% su base mensile. A frequentare il territorio sono soprattutto camminatori, giovani sportivi e persone di mezza età, con una presenza anche di turisti stranieri, in particolare inglesi, olandesi e sloveni. Tra i principali elementi di richiamo c’è il Sentiero dei Ducati e proprio il trekking è una delle attività che negli ultimi anni ha mostrato i segnali di crescita più evidenti.
Anche nell’altoAppennino reggiano emergono pubblici nuovi. Vallenera, a Vallisnera di Ventasso, registra un incremento rispetto allo scorso anno e richieste che vanno oltre l’estate, con prenotazioni per settembre e ottobre, in particolare durante la stagione dei funghi, ma anche per il periodo natalizio. Accanto alla clientela abituale aumentano i visitatori da fuori regione e i giovani interessati allo sport e alle escursioni.
Proprio la presenza dei giovani è uno degli elementi sottolineati dalla Valle dei Cavalieri di Succiso, storica cooperativa di comunità nata nel 1991, che affianca all’agriturismo e alla ristorazione attività agricole, servizi commerciali e impianti sportivi. «Quest’anno abbiamo visto tanti giovani, molti più rispetto al passato», racconta il presidente Dario Torri. Nelle settimane centrali dell’estate alla normale presenza dei turisti si sono aggiunti i ritiri delle società sportive, proseguiti fino alla metà di settembre.
Lo sport sta diventando un motore turistico anche a Castelnovo ne’ Monti, dove la Polisportiva Quadrifoglio ha rafforzato negli ultimi anni il lavoro su raduni, ritiri e manifestazioni. Atletica, triathlon e collaborazioni con diverse federazioni generano un movimento che va oltre gli impianti: «Chi viene qui per fare sport deve anche dormire e mangiare», osserva il presidente Roberto Zanini. Un indotto che permette di far conoscere il territorio anche a persone provenienti da altre regioni e dall’estero.
Famiglie e coppie continuano quindi a rappresentare una componente importante, ma crescono giovani, sportivi, escursionisti e visitatori stranieri. Al Poggiolo si registra anche la presenza di giovani e nomadi digitali interessati a soggiornare nella natura, mentre la notorietà internazionale dei grandi cammini contribuisce ad attirare turisti dall’estero.
La sfida comune diventa ora trasformare una buona estate in turismo durante tutto l’anno. Dalle coop di comunità d’Appennino sottolineano come settembre sia ormai un mese importante per i camminatori e ottobre possa contare sull’attrattività con funghi e tartufi. I mesi più difficili restano gennaio e febbraio, quando alla diminuzione dei flussi si contrappongono costi che per le attività del territorio rimangono invariati.
Per ampliare la stagione vi sono però importanti integrazioni di attività: iniziative culturali nei fine settimana, attività educative e formative rivolte alle scuole in primavera e autunno e un’offerta capace di mantenere vivo il territorio durante tutti i dodici mesi dell’anno.
Accanto alle opportunità restano però alcune criticità strutturali. Trasporto pubblico e collegamenti con le frazioni, manutenzione delle strade e dei sentieri, servizi essenziali e connettività digitale continuano a incidere sulla capacità dell’Appennino di consolidare la propria crescita. A queste si aggiunge, in alcune aree, la carenza di ricettività.
La prospettiva, per le cooperative, passa soprattutto dalla collaborazione. Esperienze diverse, dal bolognese al reggiano, che mostrano una caratteristica comune: in Appennino il turismo non è soltanto turismo. Per le cooperative di comunità significa mantenere servizi, sostenere attività economiche, creare occasioni di lavoro e socialità e contribuire a rendere vivi e abitabili paesi e borghi durante tutto l’anno.