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COOP SOCIALI CONTRO IL DISAGIO GIOVANILE NELLE TERRE D'ARGINE

Il progetto Kombolela rafforza la rete tra scuole, famiglie e Terzo settore, con percorsi personalizzati per accompagnare i ragazzi nella crescita

martedì 7 aprile 2026

Crescono i numeri e l'efficacia di Kombolela, il progetto nato nell'Unione delle Terre d'Argine per contrastare i comportamenti antisociali dei giovani tra i 12 e 19 anni.

Il progetto prevede percorsi personalizzati che coinvolgano, oltre ai ragazzi interessati, le loro famiglie, la scuola, le società sportive e il volontariato.

Dal 2022 al 2025 sono stati seguiti 150 casi, di cui 65 segnalati l'anno scorso. Il tasso di attivazione dei percorsi educativi ha raggiunto il 75%, in aumento rispetto al 62% registrato nel biennio precedente.

"Kombolela", che in lingua malgascia (parlata in Madagascar) significa "tana" nel gioco del nascondino, vede collaborare una decina di realtà del Terzo settore, tra cui le cooperative sociali Eortè di Limidi di Soliera (capofila), Il Mantello di Carpi e il centro di formazione professionale Nazareno di Carpi (tutte aderenti a Confcooperative Terre d'Emilia).

 

Eortè svolge un ruolo di monitoraggio e coordinamento della rete in sinergia con scuole e amministrazioni pubbliche. Il Mantello, invece, si occupa soprattutto di contrasto all'abbandono scolastico, mediazione linguistica e culturale nelle scuole, insegnamento della lingua italiana. Un tutor del cfp Nazareno, infine, fa parte del nucleo di valutazione giovani, un team formato dalle associazioni e cooperative sociali del territorio, servizi sociali e altre realtà che segnalano i casi più urgenti.

 

Il sistema di interventi personalizzati ha lo scopo di restituire ai giovani un senso di appartenenza e responsabilità attraverso percorsi individuali e collettivi.

Si tratta di intercettare ragazzi che tendono a rendersi invisibili o nascondersi dietro comportamenti di disagio, "scovandoli" non per sanzionarli, ma per riportarli in un luogo sicuro dove poter essere finalmente riconosciuti e valorizzati.

 

La maggior parte delle segnalazioni proviene dalla scuola (47,7% dei casi), seguita da Terzo settore e servizi sociali. Le problematiche rilevate vanno dall'inadeguatezza scolastica alla fragilità familiare, atteggiamenti violenti e rischio ritiro sociale.

L'approccio metodologico si è evoluto per rispondere a situazioni sempre più emergenziali, privilegiando interventi rapidi e mirati che hanno portato all'erogazione di oltre 950 ore di educativa solo nell'ultimo anno. Le attività hanno spaziato dal sostegno scolastico, che rimane l'area di intervento prevalente, a laboratori pratico-manuali, pet therapy e percorsi di inserimento lavorativo. La metà dei casi presi in carico nel 2025 vede una programmazione condivisa, mentre Eortè e Il Mantello gestiscono rispettivamente il 7,2 e 1,4% dei ragazzi interessati

 

Nonostante i successi, l'analisi dei dati di Kombolela mette in luce la necessità di anticipare l'età dell'aggancio educativo - per evitare che il disagio si cristallizzi - e l'urgenza di un coinvolgimento più profondo delle famiglie. Gli obiettivi futuri dell'Unione mirano a strutturare percorsi annuali ancora più integrati con le scuole secondarie di primo grado e rafforzare la collaborazione con il settore profit per offrire concrete opportunità di avviamento al lavoro ai ragazzi che hanno assolto l'obbligo scolastico.

La finalità ultima rimane la promozione del benessere dei giovani e della società intera, trasformando il biasimo per i comportamenti antisociali in azioni concrete di cittadinanza attiva e inclusione.

 

«Essere giovani non è mai stato semplice, ma oggi crescere è ancora più complesso, tra pressioni nuove e riferimenti più fragili - sottolinea il sindaco di Carpi Riccardo Righi - Per questo noi istituzioni e comunità non possiamo limitarci a giudicare o indignarci, ma dobbiamo assumerci una responsabilità collettiva.

Con il progetto Kombolela cerchiamo di costruire relazioni, presenza educativa e una rete solida tra scuola, famiglie e territorio. Qui nessun ragazzo è etichettato o lasciato solo, ma ascoltato e accompagnato in un percorso di crescita, per dare un futuro migliore a tutti».

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