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NAZARENO, IL BANCO ARTIGIANO ARRIVA A FORMIGINE

Sabato 5 settembre è stato inaugurato il quinto punto vendita

martedì 8 settembre 2026

Arriva anche a Formigine il Banco Artigiano della cooperativa sociale Nazareno di Carpi, che crea così un nuovo luogo in cui l'artigianato di qualità incontra l'impresa sociale e il lavoro diventa occasione di crescita, autonomia e partecipazione 

 

Il nuovo punto vendita è stato inaugurato sabato 5 settembre alle 17 in via Trento Trieste 88, in pieno centro storico. Con l’apertura a Formigine salgono a cinque i negozi del Banco Artigiano, già presente a Bologna, Carpi, Pavullo e Castelfranco Emilia. 

 

Realizzato dalle cooperative sociali Nazareno e Arti e Mestieri, il Banco Artigiano nasce dall'esperienza maturata in quasi quarant’anni di attività nell'inclusione lavorativa delle persone con disabilità. Non è una semplice catena di negozi, ma un’idea imprenditoriale che coniuga il bisogno della comunità di custodire e promuovere i talenti di chi si trova in una condizione di svantaggio col bisogno del mercato di avere a disposizione prodotti artigianali unici e di elevata qualità.  

 

Gli scaffali del Banco Artigiano ospitano oggetti realizzati nei laboratori della Nazareno, Arti e Mestieri, altre cooperative sociali e realtà del Terzo Settore provenienti da tutta Italia. Ceramiche, complementi d'arredo, prodotti tessili, oggetti in legno, articoli da regalo e creazioni artigianali raccontano il talento delle persone che li hanno realizzati, dimostrando come qualità, bellezza e inclusione possano convivere in un modello di impresa sostenibile.   

 

L'apertura di Formigine avviene grazie alla collaborazione con il Comune di Formigine e l'Unione dei Comuni del Distretto Ceramico, che hanno condiviso l'obiettivo di promuovere percorsi concreti di autonomia e partecipazione attraverso il lavoro, riconoscendo nel Banco Artigiano uno strumento capace di generare valore sociale, economico e culturale per il territorio.  

 

Determinante è stato anche il sostegno della Fondazione di Modena, che ha finanziato il progetto attraverso il Bando Persona 2025, dedicato alle iniziative capaci di migliorare la qualità della vita delle persone e rafforzare la coesione delle comunità.  

 

«Banco Artigiano dimostra che è possibile fare impresa valorizzando relazioni, competenze e processi di cura - afferma Sergio Zini, presidente della cooperativa sociale Nazareno - Ogni oggetto racconta una storia di cura e stima verso l’unicità e il talento di ciascuno, e nello stesso tempo di rimessa in gioco e crescita personale. Chi compra trasforma un normale acquisto in un gesto capace di creare opportunità, sviluppo della comunità e valore sociale. Il nostro obiettivo supera ampiamente le logiche canoniche del profitto, perché il capitale che vogliamo generare è un tesoro per la comunità, qualcosa che non ha prezzo e non può essere accumulato, ma genera ricchezza per tutti».        

 

«L'arrivo del Banco Artigiano nella nostra città arricchisce la comunità di uno spazio in cui l'economia si fonda sulle risorse più preziose che abbiamo: la dignità delle persone e il talento di ciascuno - dichiara la sindaca di Formigine Elisa Parenti - Accogliere questa realtà significa dare sostanza a una visione precisa, dove il lavoro si trasforma in uno strumento per costruire percorsi di vita compiuti e relazioni sociali solide. Crediamo fermamente che il benessere di una comunità si misuri dalla sua capacità di spalancare porte e creare contesti in cui nessuno rimanga ai margini. Questo nuovo punto vendita e laboratorio va ben oltre la dimensione commerciale: è un luogo vivo dove la creatività artigianale restituisce fiducia e l'inclusione diventa un'esperienza quotidiana e condivisa, capace di generare un impatto profondo per tutta Formigine. Un ringraziamento sincero va alle cooperative sociali Nazareno e Arti e Mestieri e alla Fondazione di Modena per aver creduto fin da subito nel valore di questa alleanza per il nostro territorio». 

 

«Dignità personale, autonomia, qualità del lavoro e capacità di stare sul mercato possono rafforzarsi a vicenda – sottolinea il presidente di Fondazione Modena Matteo Tiezzi - È una prospettiva che permette di guardare alla fragilità a partire dalle opportunità, competenze e riconoscimento sociale delle persone. Creare reti capaci di sostenere modelli che possano reggersi nel tempo, crescere e diventare parte ordinaria della vita economica di un territorio significa allargare concretamente lo spazio della partecipazione economica e sociale, facendo dell’inclusione una componente stabile dello sviluppo del territorio.» 

 

  

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