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PREMIO EMILIA SOSTENIBILE, LA COOPERAZIONE PROTAGONISTA

Tre riconoscimenti e nove realtà candidate alla terza edizione del Premio

giovedì 29 ottobre 2026

C’è una sostenibilità che nasce dalla collaborazione, dalla partecipazione e dalla capacità di generare valore per una comunità, oltre che per la singola impresa. È la prospettiva che emerge dai progetti cooperativi candidati alla terza edizione del Premio Emilia Sostenibile, il contest promosso da UCID Bologna in partnership con Confcooperative Terre d’Emilia, Confindustria Emilia Area Centro e Bologna Business School, con la direzione scientifica di NeXt Nuova Economia per Tutti APS ETS.

Tra i riconoscimenti assegnati, spicca il Premio di processo a Granlatte Società Cooperativa Agricola, per il progetto sviluppato con la controllata Granarolo, multinazionale del latte, per rendere più sostenibile l’intera filiera lattiero-casearia. Tra le cinque menzioni speciali, due hanno premiato altrettante cooperative sociali: Il Fermento, per la governance diffusa e innovativa della propria rete agricola, e Baumhaus, per un modello che integra rigenerazione ambientale, cultura e inclusione lavorativa. Ma il contributo della cooperazione non si esaurisce nei riconoscimenti. Tra le candidature figurano anche Power Energia, Conapi, Heron, Cirfood, il Gruppo cooperativo sociale Solco Civitas e IT2, con progetti che spaziano dall’energia al cibo, dalla formazione allo sport, fino alla valorizzazione delle persone con disabilità.

“La cooperazione ha una specificità che nasce dal legame tra impresa, persone e territorio. Il valore prodotto non si misura soltanto nei risultati economici, ma anche nella capacità di coinvolgere i soci, creare opportunità, tutelare le comunità e rispondere ai bisogni locali. Per questo è importante che le esperienze cooperative si confrontino con gli altri modelli d’impresa: lo scambio di competenze e buone pratiche può rafforzare tutto il sistema produttivo e favorire una sostenibilità concreta, capace di generare benefici condivisi”, sottolinea Michele Filippini, vicepresidente di Confcooperative Terre d’Emilia.

 

Gruppo Granlatte-Granarolo, la sostenibilità lungo tutta la filiera

Il riconoscimento al Gruppo Granlatte-Granarolo premia un percorso avviato nel 2018 che coinvolge circa 480 soci allevatori della cooperativa Granlatte e l’industria di trasformazione Granarolo.

L’obiettivo è ridurre le emissioni di gas a effetto serra per chilogrammo di latte prodotto, attraverso interventi mirati nelle diverse fasi della filiera, dalla produzione agricola alla trasformazione industriale.

Il progetto combina misurazione scientifica, strumenti digitali e collaborazione tra allevamenti e industria. La piattaforma GranDataMilk raccoglie informazioni dalle aziende agricole, dai campi e dalle stalle, consentendo di monitorare gli impatti e di individuare le azioni di miglioramento. Le analisi dell’impronta carbonica, condotte con metodologia Life Cycle Assessment, offrono una base per confrontare le prestazioni e orientare le scelte produttive.

Il percorso comprende interventi sul benessere animale, sull’alimentazione delle bovine, sulle pratiche agronomiche, sulla tutela della biodiversità e sulla valorizzazione delle deiezioni zootecniche per la produzione di biometano e fertilizzante naturale. Contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi anche il packaging e le modalità di trasformazione industriale, che contemplano l’uso di fonti di energia rinnovabile. È un modello in cui la transizione ecologica viene affrontata come responsabilità condivisa: il Gruppo mette in relazione gli allevatori al fine di condividere best practice, mette a disposizione strumenti di analisi e contribuisce a rendere accessibili anche alle aziende agricole meno strutturate competenze e innovazioni necessarie per gestire il cambiamento.

 

Il Fermento, sette realtà agricole che scelgono di fare rete

La menzione per la governance diffusa e innovativa è andata a Il Fermento Società Cooperativa Agricola Sociale, promotrice della Rete Agricola Integrata insieme ad altre sei realtà agricole. Il progetto parte da una criticità diffusa tra le piccole aziende: l’isolamento e la difficoltà di sostenere autonomamente investimenti, innovazioni e percorsi di transizione agroecologica.

La risposta è una rete stabile che permette di condividere spazi, macchinari, competenze e opportunità commerciali, valorizzando anche lo scambio dei sottoprodotti e la costruzione di filiere comuni. La governance non è soltanto lo strumento organizzativo che tiene insieme le imprese: è il fondamento di un modello che punta a trasformare la collaborazione in un’infrastruttura permanente di mutualismo.

Particolare attenzione è riservata al lavoro. Attraverso la codatorialità, le aziende possono organizzare in modo condiviso le risorse umane, con l’obiettivo di dare maggiore continuità all’occupazione e tutelare la dignità dei lavoratori, anche in un settore segnato dalla stagionalità. La cooperazione sociale porta inoltre le proprie competenze di inclusione direttamente nelle realtà agricole.

 

Baumhaus, rigenerare spazi e costruire opportunità

Tra le menzioni speciali, quella per lo sviluppo umano integrale comune è stata assegnata a Baumhaus Società Cooperativa Sociale. A Bologna, un immobile privato inutilizzato è diventato un centro culturale e produttivo che riunisce formazione, eventi, attività economiche e percorsi di inserimento lavorativo.

La riqualificazione ha portato l’edificio in classe energetica A4, con impianto fotovoltaico e sistemi di accumulo. La dimensione ambientale si accompagna a quella sociale: gli spazi ospitano attività educative, culturali e professionali, trasformandosi in luoghi in cui acquisire competenze e sperimentare l’autonomia.

Nel 2026 la fusione con Siamo Qua Società Cooperativa Sociale ha integrato l’esperienza di Gomito a Gomito, sartoria sociale che favorisce la formazione e l’inserimento lavorativo di donne detenute, persone in misure alternative ed ex detenute. Il recupero di tessuti e pellami per realizzare nuovi prodotti estende il progetto anche all’economia circolare. Ambiente, lavoro e cultura diventano così parti di un unico percorso di rigenerazione.

 

Energia, biodiversità e partecipazione: gli altri progetti cooperativi

Fra le candidature figura Power Energia Società Cooperativa, che ha proposto un modello di fornitura energetica fondato sulla mutualità. In oltre vent’anni la cooperativa ha redistribuito più di 2,1 milioni di euro ai soci attraverso i ristorni. Il progetto comprende welfare, formazione, politiche di parità di genere e iniziative ambientali, tra cui Bosco Co2op, che collega l’attività della cooperativa alla piantumazione di alberi e alla sensibilizzazione sul tema dell’energia. Nel 2025 Power Energia ha inoltre sostenuto famiglie in condizioni di povertà energetica.

 

Conapi Società Cooperativa Agricola ha candidato Approved by CONAPI Bees, un protocollo certificato per la tutela della biodiversità e degli insetti impollinatori. Il progetto accompagna imprese, enti e organizzazioni nell’adozione di pratiche verificabili: gestione sostenibile delle aree verdi, installazione di Bee Hotel e apiari, biomonitoraggio, formazione e sensibilizzazione. La finalità è contribuire alla salvaguardia degli ecosistemi e rendere misurabile l’impegno ambientale delle organizzazioni aderenti.

 

Con Heron Società Cooperativa Sportiva, il valore sociale passa attraverso lo sport. Il progetto S4SI – Sport For Social Impact, avviato nel 2023, utilizza l’attività motoria per promuovere inclusione, rispetto delle differenze e pari opportunità, contrastando le barriere economiche e sociali che limitano l’accesso alla pratica sportiva. L’iniziativa ha coinvolto sette scuole e oltre 2.000 studenti, affiancando agli incontri educativi attività sportive gratuite per bambini e ragazzi.

La formazione è invece al centro della candidatura di CIRFOOD, con la CIRFOOD DISTRICT Academy – Seed the Future. Nel polo di ricerca e innovazione di Reggio Emilia, l’Academy sviluppa percorsi tecnici, manageriali e trasversali rivolti ai dipendenti, ma anche a imprese, professionisti, studenti e organizzazioni del territorio. Il cibo diventa uno strumento di apprendimento esperienziale per lavorare su collaborazione, leadership e gestione dei problemi. Nel 2025 il CIRFOOD DISTRICT ha registrato 22 attività formative promosse dall’Academy, 15 realizzate da soggetti terzi e cinque team building.

 

Filalalana e Senza Stampo: il lavoro come inclusione

Il Gruppo cooperativo sociale Solco Civitas, attraverso Solco Libertas, ha presentato Filalalana, esperienza nata nel 2007 a Castel d’Aiano, sull’Appennino bolognese. La fattoria ospita 28 alpaca e integra attività agricole, lavorazione della lana, educazione e inclusione delle persone con disabilità. Il lavoro è organizzato secondo le capacità e le attitudini individuali, favorendo autonomia, competenze e riconoscimento sociale. Visite, laboratori e attività con le scuole mettono in relazione la fattoria con la comunità, mentre la vendita dei manufatti contribuisce alla continuità economica del progetto.

 

IT2 Società Cooperativa Sociale ha candidato il Pastificio Sociale Artigianale Senza Stampo – Bottega Solidale, avviato nell’aprile 2026 nel quartiere Savena di Bologna. Il pastificio coniuga produzione artigianale di pasta fresca, formazione e inserimento lavorativo di persone con disabilità o in condizione di fragilità. Alla data della candidatura erano attivi tre tirocini, era stata formalizzata un’assunzione e ne erano previste altre due. L’organizzazione su orari esclusivamente diurni e il collegamento con l’osteria sociale La Tiz sostengono un modello che coniuga qualità produttiva, accompagnamento educativo e sostenibilità economica.

 

Dalla filiera lattiero-casearia alle reti agricole, dalla formazione alla cura, fino all’energia e allo sport, le candidature cooperative al Premio Emilia Sostenibile mostrano quanto siano diverse le forme attraverso cui la sostenibilità può diventare pratica d’impresa. Il tratto comune è la capacità di tenere insieme dimensione economica, responsabilità sociale e attenzione ambientale, coinvolgendo soci, lavoratori, utenti, fornitori e comunità. La partecipazione al Premio offre alle cooperative uno spazio per raccontare queste esperienze e confrontarsi con altre realtà produttive, contribuendo alla diffusione di soluzioni replicabili e di una cultura della sostenibilità radicata nei territori.

 

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