Il Fondo Sicurezza 2026 è cofinanziato dalla Camera di Commercio e da 32 Comuni del territorio aderenti, che fino al 2025 sono stati: Bomporto, Campogalliano, Carpi, Castelfranco Emilia, Castelnuovo Rangone, Castelvetro, Concordia S/S, Fanano, Finale Emilia, Fiorano Modenese, Formigine, Guiglia, Maranello, Marano S/P, Medolla, Mirandola, Modena, Montese, Nonantola, Novi di Modena, Pavullo N/F, Ravarino, Riolunato, San Felice S/P, San Possidonio, Sassuolo, Savignano, Serramazzoni, Soliera, Spilamberto, Vignola e Zocca.
Beneficiari
Possono presentare domanda sull'intervento le piccole imprese esercenti attività economiche, iscritte al Registro Imprese, con sede legale o unità locale operativa in provincia di Modena, che non abbiano ottenuto la liquidazione del contributo Fondo Sicurezza almeno una volta negli ultimi tre anni (2023, 2024 e 2025), in riferimento alla stessa localizzazione.
Iniziative ammissibili
Sono ammissibili al contributo sul Fondo di Sicurezza:
a) sistemi di videoallarme antirapina – configurati secondo i requisiti tecnici indicati nel capitolato di cui al Protocollo d’intesa siglato il 14 luglio 2009 tra il Ministero dell’Interno, Confcommercio e Confesercenti, rinnovato il 12 novembre 2013, il 12 dicembre 2019 e il 22 febbraio 2024 in grado di interagire direttamente con gli apparati in essere presso le sale e le centrali operative della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri, conformemente ai principi predisposti dal Garante per la protezione dei dati personali in materia di videosorveglianza;
b) sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso, sistemi antintrusione con allarme acustico e nebbiogeni;
c) altri sistemi passivi quali casseforti, porte e serrande blindate, antitaccheggio, inferriate, vetri antisfondamento, dispositivi di illuminazione notturna interni ed esterni installati allo scopo di consentire la vista dell’interno dei locali aziendali e quindi anche la presenza di eventuali intrusi, sistemi integrati di verifica, contabilizzazione e stoccaggio denaro;
d) contratti stipulati con Istituti di vigilanza per la sorveglianza dei locali aziendali (sono ammessi i canoni del servizio a partire dal 1° gennaio 2026).
Per le tipologie a), b) e c) è ammissibile solo l’acquisto di beni nuovi e per tutte le tipologie è prevista una spesa minima di € 1.000,00, iva esclusa.
Contributi
Il contributo è fissato nella misura del 40% della spesa ammissibile fino ad un massimo di:
- 2.400,00 euro per i sistemi di cui all’art. 4 lettera a)
- 960,00 euro per i sistemi di cui all’art. 4 lettere b), c) e d) di cui il 100% a carico della Camera di Commercio.
Nel caso di Comuni aderenti all’iniziativa, il contributo complessivo aumenterà dal 40% al 50% della spesa fino ad un massimo di:
- 3.000,00 euro per i sistemi di cui all’art. 4 lettera a)
- 1.200,00 euro per i sistemi di cui all’art. 4 lettere b), c) e d) con onere massimo rispettivamente di 600,00 e 240,00 euro a carico del Comune.
In tal caso la ripartizione delle quote a carico degli Enti sarà la seguente: Camera di Commercio 80% e Comune 20%.
Tali somme non sono comprensive dell’eventuale premialità di € 250,00 che verrà riconosciuta alle imprese in possesso del rating di legalità.
Nel caso di impresa plurilocalizzata, essa potrà beneficiare di un solo contributo per la sede legale o per una delle unità locali di cui dispone.
Ogni impresa potrà presentare una sola domanda per una sola tipologia di cui all’art. 4.
Procedure e termini
L’invio telematico dovrà avvenire mediante la piattaforma ReStart https://restart.infocamere.it/. Tale invio potrà essere effettuato anche da un intermediario.
Le domande di contributo dovranno essere inviate, esclusivamente in modalità telematica, a partire dalle ore 14,00 di lunedì 2 febbraio 2026 fino alle ore 20,00 di lunedì 30 novembre 2026.
La Camera si riserva di chiudere anticipatamente il bando in caso di esaurimento delle risorse disponibili.
Le domande verranno valutate in ordine cronologico e con cadenza mensile verrà adottato un atto di concessione dei contributi.