Si è svolta nei giorni scorsi l'assemblea nazionale di Confcooperative Habitat, occasione di confronto sulle sfide che attendono il mondo della cooperazione nei settori dell'abitare, della rigenerazione urbana e dello sviluppo delle comunità locali; un momento cruciale per la federazione a cui aderiscono 855 cooperative con oltre 56.800 soci e 810 persone occupate, per un fatturato aggregato di 339 milioni di euro.
Al centro dei lavori il documento programmatico "La giusta misura", che individua alcune priorità strategiche per il futuro: accesso alla casa, sostenibilità ambientale, contrasto allo spopolamento delle aree interne, valorizzazione dei territori e rafforzamento delle reti di comunità.
L'assemblea ha inoltre eletto Alessandro Galbusera nuovo presidente nazionale di Confcooperative Habitat, affidandogli il compito di guidare il settore in una fase caratterizzata da profondi cambiamenti economici, sociali e demografici che richiedono risposte innovative e sempre più radicate nei territori.
Tra i temi emersi con forza durante l'incontro anche il ruolo delle cooperative di comunità, considerate uno degli strumenti più efficaci per promuovere sviluppo locale, inclusione sociale e partecipazione dei cittadini, soprattutto nelle aree interne e nei piccoli centri.
Proprio alle cooperative di comunità è dedicato il volume "Come fare luogo. La rigenerazione sociale delle cooperative di comunità", presentato nell'ambito delle iniziative di Confcooperative Habitat. Il libro raccoglie esperienze provenienti da tutta Italia e valorizza anche importanti realtà aderenti a Confcooperative Terre d'Emilia.
Tra queste figurano Briganti di Cerreto e San Rocco nel reggiano, Per-Corsi nel modenese e Re-Sistente nel bolognese.
L'assemblea nazionale ha così ribadito il ruolo della cooperazione come protagonista non solo delle politiche abitative, ma più in generale dei processi di rigenerazione territoriale e sviluppo sostenibile delle comunità.