Confcoopertive Terre d'Emilia ha espresso una serie di valutazioni rispetto al Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali (DOCFAP) relativo alla realizzazione di un invaso a scopi plurimi da realizzarsi in Val d'Enza.
Di seguito riportiamo il testo integrale delle valutazioni espresse
Confcooperative Terre d’Emilia, che in provincia di Reggio Emilia associa quasi 300 cooperative con oltre 40.000 soci e un numero di occupati che sfiora le 20.000 unità, segue da molti anni e con particolare interesse il tema dell’invaso da realizzarsi in Val d’Enza e, in specifico, nel Comune di Vetto.
E’ indubbio che la necessità della diga è divenuta via via sempre più evidente e ormai, per molte imprese, comunità e territori a valle, rappresenta un’opera la cui realizzazione assume carattere di urgenza, sia per soddisfare i fabbisogni idrici civili e produttivi, sia per la tutela dei territori della “bassa” reggiana che sono stati colpiti, anche recentemente, dalla mancata regimentazione delle acque e delle piene dell’Enza.
L’elevata qualità delle acque utilizzabili, oltretutto, appare particolarmente importante per la tutela di produzioni che, soprattutto nell’agroalimentare, rappresentano vere e proprie eccellenze (Parmigiano-Reggiano, in primis, e vini), oggi sempre più a rischio anche a causa della diminuzione dei flussi e dell’aumento della profondità dei pozzi di prelievo per l’irrigazione.
Per Confcooperative Terre d’Emilia, poi, il valore dell’opera è accresciuto dalle opportunità inedite di sviluppo del territorio che ad essa si possono legare.
In una zona che sconta gap di attrattività rispetto ad altre aree del territorio appenninico, infatti, la realizzazione dell’invaso può concorrere in modo molto significativo ad alimentare attività ricettive, turistiche, escursionistiche e di ristorazione che, attraverso il lavoro di privati e, soprattutto, di cooperative di comunità, possono concorrere allo sviluppo locale.
Si consideri, al proposito, che il torrente Enza ha rappresentato (e in parte ancora rappresenta) una meta significativa per molti cittadini reggiani e, in prospettiva, può rilanciare questo ruolo anche alla luce dei crescenti bisogni (stante la stagnazione dei redditi reali) riferiti ad un turismo accessibile per costi e distanze.
Alla luce di queste considerazioni, Confcooperative Terre d’Emilia esprime apprezzamento per quanto emerge DOCFAP, che evidenzia in modo chiaro la necessità dell’invaso sia per le ragioni anzidette di risposta al fabbisogno idrico e di sicurezza delle zone a valle, sia per creare un sistema che abbia una necessaria sostenibilità ambientale in senso lato.
Dall’analisi delle proposte riguardanti le soluzioni infrastrutturali ipotizzate, a nostro avviso emerge l’assoluta priorità relativa alla realizzazione dell’invaso a Vetto, largamente preferibile all’ipotesi riguardante la stretta delle Gazze.
Quest’ultima, a nostro avviso, non risulta in grado di assicurare gli obiettivi che abbiamo in precedenza richiamato, manifestando carenze in relazione anche al solo soddisfacimento del fabbisogno idrico e, a maggior ragione, quando ad esso si associa la necessità di assicurare la sicurezza idrica delle aree a valle dell’invaso.
Ricordiamo, per parte nostra, che il solo soddisfacimento del deficit idrico determina la necessità di un invaso per almeno 100 milioni di metri cubi e un volume di laminazione rilevante; tutto questo, ovviamente, in considerazione del fatto che l’opera è destinata alle sue funzioni per un lunghissimo periodo, entro il quale sicuramente si accentuerà il fabbisogno civile e produttivo e sarà in aumento anche il tema delle criticità determinate da eventi atmosferici sfavorevoli che tendono a replicarsi sempre più frequentemente.
La scelta di Vetto non nasce soltanto dalle problematicità che presenta la stretta delle Gazze, ma corrisponde efficacemente a tutti gli obiettivi che abbiamo richiamato, potendo oltretutto contare su una comunità attiva che certamente saprà valorizzare l’opera sotto tutti gli aspetti.
Considerando anche gli impatti critici che, comunque, la realizzazione comporterà, riteniamo che questi possano essere meglio controbilanciati dai vantaggi che si potranno determinare con la scelta su Vetto, che, peraltro, ci pare offrire maggiori garanzie di sicurezza, un contenimento dell’altezza dello sbarramento e un’estensione compatibile con l’attrattività del luogo.