“La Commissione Europea non ha ascoltato per mesi la voce dei produttori, delle filiere agricole, e di molti stati membri. E adesso incassa una ferma critica anche dalla Corte dei conti, che ribadisce le criticità già espresse dalla cooperazione agricola e da tutto il mondo agricolo all’indomani della presentazione della proposta del nuovo impianto finanziario. Ci auguriamo che questo contribuisca a rivedere in modo sostanziale la proposta e ad aprire una stagione di maggiore interlocuzione con le rappresentanze, nel rispetto dei ruoli di una democrazia reale”. Così il Presidente di Fedagripesca Confcooperative Raffaele Drei commenta le osservazioni della Corte dei Conti europea che ha rilevato alcune criticità in un'analisi dedicata alla proposta di nuova Pac, nell’ambito del bilancio 2028-2034, presentata a luglio scorso dalla Commissione europea.
Il presidente Drei auspica che, sulla base delle valutazioni espresse dalla Corte dei Conti, “l’Europa sia più coerente con quanto più volte proclamato, ovvero che decida di dare centralità al comparto agricolo. L’Europa non può permettersi di abbandonare una politica agricola comunitaria, considerata uno dei pilastri fondamentali dell’Unione. La proposta della Commissione, che prevede ad oggi l’inserimento delle risorse agricole in un fondo unico e la loro riduzione, rischia di indebolire fino a smantellare la politica agricola comune. Un approccio che introdurrebbe plafond nazionali, spingendo ogni Stato membro a creare propri piani di sostegno agricolo, con inevitabili distorsioni competitive interne tra Stati membri dell’Unione Europea”.