Valerio Maramotti è stato confermato alla presidenza della cooperativa sociale L’Ovile. Del rinnovato consiglio di amministrazione fanno parte Giorgio Borri, Isabella Cassinadri, Elisa Cocchi, Gemma Espinet, Gabriele Mariani, Giulia Marras, Emanuele Mussini e Giovanni Orlandini.
Il rinnovo delle cariche è avvenuto nell’ambito dell’assemblea dei soci, che ha proceduto anche all’approvazione del bilancio 2025 della cooperativa, chiuso con valori record sul piano occupazionale, sull’inclusione al lavoro di persone in condizioni di svantaggio e sul valore della produzione.
Il numero degli occupati è salito a 418 unità, con un costo del personale che si è portato a 10,22 milioni di euro (+9,1% rispetto al 2024).
Contemporaneamente, è salito a 170 (erano 162 nel 2025) il numero dei lavoratori svantaggiati certificati, cui si aggiungono altri 40 occupati in condizioni di fragilità. “Proprio questi – spiega il presidente Valerio Maramotti – sono i dati più significativi del bilancio, perché l’inclusione al lavoro di persone svantaggiate è l’elemento di valore che connota la nostra missione”.
“Tra l’altro – aggiunge Maramotti – credo sia particolarmente significativo il fatto che ben 25 persone inizialmente accolte nei nostri servizi socio-assistenziali siano state inserite nelle attività produttive gestite da L’Ovile, passando da una condizione di bisogno di assistenza ad un elevato livello di autonomia che è sorretto proprio dal lavoro”.
Il bilancio 2025 della cooperativa sociale reggiana – una delle strutture di punta di Confcooperative Terre d’Emilia e del Consorzio Oscar Romero, di cui Maramotti è presidente – si è chiuso con un valore della produzione salito a 19,1 milioni, con un aumento dell’8,1% rispetto al 2024.
Ad esclusione delle attività di accoglienza di persone immigrate (-3,8%, con 332 persone accolte da L’Ovile nell’ambito della Rete guidata dal Consorzio Romero) ), nell’ambito dei servizi alla persona (che hanno un’incidenza del 52,2% sulle entrate), tutti i valori sono apparsi in crescita, con punte particolarmente rilevanti per i servizi dedicati alla salute mentale e a persone detenute in carcere (+36,3%) e ai progetti di educazione ambientale e gestione di parchi e aree protette (+26%), che complessivamente hanno coinvolto quasi 20.000 studenti, 1.578 insegnanti e 3.200 cittadini.
“A fronte di sofferenze che permangono diffuse e si riscontrano anche nelle fragilità che riguardano gli inserimenti lavorativi – sottolinea Maramotti -– nel 2025, in stretta collaborazione con i Servizi di Salute Mentale dell’Ausl, abbiamo accolto 75 persone nelle 18 strutture di bassa, media e alta protezione che gestiamo, di cui una dedicata esclusivamente a minori; contemporaneamente abbiamo assicurato assistenza domiciliare 119 persone, alle quali sono stati riservati 86 percorsi individuali e 33 di gruppo”.
Anche nell’ambito dei settori che sorreggono l’inclusione al lavoro (47,8% di incidenza sul fatturato) i valori sono apparsi in crescita, a partire dal comparto dei servizi ambientali (incidenza del 24,6% sul valore complessivo della produzione, con 4,6 milioni e un +2,2%), passando per il +3,9% del settore delle pulizie (quasi 2 milioni di valore e incidenza al 10,5% sul totale) per arrivare al +16,7% registrato dai laboratori impegnati in lavorazioni industriali, con un valore salito a 1,45 milioni e un’incidenza sul fatturato totale pari al 7,7%.
“Tutte queste crescite – spiega il presidente de L’Ovile – hanno un significato particolare, perché è proprio a queste aree che si lega saldamente la possibilità di accrescere l’inclusione al lavoro di persone che scontano diverse forme di fragilità e, conseguentemente, particolari difficoltà nell’inserimento lavorativo”. “Le lavorazioni industriali – prosegue Maramotti – presentano dati emblematici a questo proposito, con l’85% degli occupati in condizione di svantaggio; per questo siamo particolarmente grati alle decine di imprese industriali che, con le loro commesse, consentono inserimenti al lavoro caratterizzato da accompagnamenti che assumono un particolare valore da un punto di vista sociale”.
In un anno segnato da valori record, il patrimonio netto della cooperativa sociale reggiana si è portato a 3,9 milioni di euro, mentre l’assemblea dei soci (che sono complessivamente 349, di cui 198 soci-lavoratori) ha destinato 320.000 euro a ristorno per i soci-occupati (200.000 sono confluiti nel capitale sociale e 120.000 sono stati erogati in busta paga), mentre 177.000 euro sono stati indirizzati alla riserva indivisibile.